

Sono le ore 21.00 e come quasi ogni venerdi' stiamo aspettando per entrare in piscina, qualcuno e' stanco qualcuno grida un po' troppo, quei minuti a volte sono pesanti e spero sempre di trovare qualche discussione interessante per poterli passare in fretta. Trovo Stefano e Davide e mi faccio raccontare della loro ultima esperienza a Riva del Garda in trimix. Sono belle esperienze, sono tutte belle esperienze, ma il mare a volte ci manca, in realta' mi mancano molto di piu' le grotte delle nostre parti, ma anche il sale si fa rimpiangere. "Sarebbe bello fare il VIS un giorno di questi" dico io, "troviamo un week-end a fine mese?" dice Stefano, "ok dai" dice Davide. Claudia e' lontana, ma sicuramente non disdegna.
Le cose migliori a volte nascono senza molti sforzi. Chiamo Umberto, il quale ha organizzato la stessa immersione quasi due anni fa e gli chiedo di prendere contatti. Inizialmente dovevamo essere 4 o 5 noi e altri 4 o 5 il gruppo di Umberto. Purtroppo gli impegni e i problemi dimezzano i partecipanti e rimaniamo Stefano ed io piu' 4 del gruppo di Umberto.
La settimana prima della partenza mi trovo a casa di Stefano, lui ha preso il compressore in societa' con Davide, "bella storia" mi ripeto ogni volta che lo vedo, e' sempre piu' comodo essere autonomi e prepararsi le mix per conto proprio. Decidiamo di stare comodi con il gas e visto che l'intenzione e' quella di fare 30 minuti di fondo pensiamo di portarci una stage per aumentare le autonomie. Le due deco ormai non le contiamo piu', 50% e O2 mi seguono nel 90% dei miei tuffi, anche se ricreativi.
Oltre al gas che ci porteremo dietro, decidiamo anche di fissare un'ulteriore deco di 50% su una nostra cima di risalita a partire dai -21 mt. E' sicuramente una precauzione in piu', ma sono felice di riportarmi a casa una bombola intatta, specialmente in queste immersioni. La cima di risalita "privata" invece, si rivelera' molto comoda per noi.
Ci siamo, e' domenica e sono le 5,30 quando Stefano arriva a casa mia a prendermi. Filiamo veloci in autostrada e la prima imprecazione arriva in frontiera. "Cosa ze che el voe sto' qua'? El permesso de immersion?", pensavo fosse uno scherzo, alla frontiera per entrare in Croazia appena hanno visto che eravamo carichi di bombole ci chiedono il permesso. E tu spiega che non ce lo chiedono piu' al diving ma che comunque noi lo abbiamo richiesto (naturalmente mentendo); passano 5 minuti di imprecazioni e ci lascia passare rassicurandoci che al nostro rientro sara' li' e vorra' vedere i nostri permessi. Ma va' c@..... sono state le prime parole che hanno tuonato ... ma eravamo abbastanza lontani.
Alle 9.00 siamo gia' al porto di Moscenicka, Gigi e Guido stanno gia' preparando le loro attrezzature, manca un'ora alla partenza e noi andiamo a prenderci un caffe'. Mi dimentico sempre com'e' il caffe' qui, sarebbe stato meglio se avessi preparato anche io l'attrezzatura subito; va beh dimentico in fretta il sapore e mi concentro su quello che devo preparare. E' sempre un momento particolare quello, se mi sono dimenticato qualcosa parto con poca sicurezza, se si rompe o non funziona bisogna perdere tempo e hai sempre il dubbio che si possa ripresentare il problema piu' avanti. Tutto fila liscio, e tutto e' allineato al porto, bibo 4 stage, la cesta e zainetto ..... miiii quanta roba, ma siamo in 6 la barca e' comoda e noi la riempiamo tutta! Il tragitto e' breve, e tra una chiacchiera e un pannolone del solito, arriviamo veloci sul punto di immersione. Il pedagno sul relitto non c'e', come ci aveva preannunciato al porto il comandante. Urge velocemente volontari per legare una cima al relitto che fara' da nuovo pedagno.
Umberto ed Evelina si offrono fin da subito volontari ... ah ah ah ah ah ;-) avanzate una birra!, noi rimaniamo comodi e aspettiamo le indicazioni del comandante per l'entrata in acqua. Filiamo la nostra cima con attaccata la bombola del 50% e la assicuriamo al nuovo gavitello. Due minuti per rilassarci in superficie, controlli incrociati e scendiamo velocemente. La corrente si sente per i primi 15/20 mt poi sparisce, anche la visibilita' cala pur rimanendo sempre buona. La sagoma del relitto si avvicina sempre piu' velocemente e in un attimo siamo sul ponte. Un breve check di verifica, io passo a respirare dalla stage di fondo mentre Stefano gia' ci respirava dalla superficie. E' bello, e' sempre bello essere su un relitto, i primi secondi passano ad analizzare le tue sensazioni a verificare se tutto risponde come dovrebbe, presto pero' passi a goderti quello che hai davanti.
Il trimix e' stata una bella scoperta, ti lascia una sensazione di leggerezza, il respiro e' morbido e la testa non pesa per nulla. Scendiamo sulla murata di dx in direzione della prua, quella parte non l'avevo fatto la scorsa volta, non mi faccio problemi per Stefano, per lui e' nuova e poi e' li vicino e annuisce alla mia richiesta. E' immensa, ora siamo proprio sul fondo, dove lo scafo si appoggia sulla sabbia. Qualche bel gambero meccanico (
Minuto profondita', minuto profondita', tappa dopo tappa ci ritroviamo in superficie. Ultimo sforzo per togliere le pinne e siamo in barca. Ci raccontiamo le impressioni e le condividiamo con il resto dei partecipanti. Ognuno ha dei particolari che arricchiscono la giornata che sta' volgendo al termine. Un'ora di barca per arrivare al porto, carichiamo con calma le macchine e ripartiamo, arrivo a casa alle 18.30. Quest'immersione non e' durata 88 minuti ma 13 ore intense, piene di entusiasmo e divertimento. Il pensiero e' gia' proiettato al prossimo appuntamento che riservera' senza dubbio ancora nuove avventure .... magari questa volta evitiamo la frontiera pero'!